Alessio Salvato…futuro assicurato! – Punto a Capo Sport


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Alla scoperta del giovanissimo estremo difensore 2001 del Ladispoli

Di Giorgio Zanirato

 

Nell’ingloriosa carriera da “giornalaio squattrinato”, è capitato spesso di osservare con un occhio diverso le innumerevoli partite visionate in più di 10 anni. Sono infatti tantissimi i giovani “lanciati” in un certo senso dalle riprese video o dagli articoli scritti da chi ha assaporato per un momento il sogno di poter diventare un buon giornalista, salvo poi ripiegare sulla più modesta etichetta del “giornalaio scarparo”. Ma mai era capitato di poter avere a che fare con un estremo difensore. Quello del portiere, infatti, è un ruolo assai complicato: è l’ultimo uomo in campo, il più solo dal momento che “alberga” ogni fine settimana nella propria immensa area di rigore, mentre i propri compagni di squadra sgomitano per tutta l’ampiezza del rettangolo di gioco. E’ capitato di filmare gente come i vari Pellegrini, Rossi, Di Livio, Chiesa, Minala, Bonazzoli, Bonifazi (tutta gente che poi è arrivata in A), per la quale probabilmente ora i vecchi filmati varrebbero davvero molto se ci fosse da venderli. Non è mai capitato però di ammirare un vero e proprio campione “in erba” che ricoprisse il ruolo del portiere, a parte rarissime eccezioni. Sulle rive del Tirreno, invece, si è fatto strada un giovane talento di appena diciassette anni, passato in meno di un anno dal settore giovanile (Allievi) al posto da titolare in prima squadra (serie D): Alessio Salvato.  Il ragazzo, che sta costringendo un altro ex “enfant prodige” come Filippo Travaglini (memorabile il suo esordio in Eccellenza con la casacca del G. Monteverde, anch’egli giovanissimo qualche stagione fa, ndr) al ruolo di “comprimario” a causa di una poco comprensibile e tutt’altro che amata regola degli Under (la stessa che di fatto estromise da una meritatissima serie D un altro grande portiere come Federico Nasti qualche anno fa a Civitacastellana, ndr), si è guadagnato posto in squadra e stima con prestazioni di grande personalità come quella fornita oggi al “Quinto Ricci” di Aprilia. Questo non significa sminuire le qualità dell’ex estremo difensore (fra le altre) di La Storta, Fregene ed Ostia Mare, che resta in ogni caso uno dei portieri più bravi del panorama calcistico regionale, con un’età comunque ancora giovane (è nato nel ’94, ndr) dalla sua parte e dunque con diversi anni ancora da vivere da protagonista con la porta alle spalle. Si vuole piuttosto rendere il giusto omaggio a questo nuovo “astro nascente” di una scuola portieri italiana messa più volte ingiustamente sotto accusa.  

Subentrato in corso di match, all’esordio in categoria del Ladispoli dopo 13 anni di assenza, nella sfida contro il quotato Avellino (formazione naturalmente costruita in fretta ed in ritardo e che quindi è ancora in rodaggio), Salvato si era già parzialmente messo in evidenza nelle gare precedenti, seppur impegnato pochissimo, se non con conclusioni dalla distanza, sebbene in qualche occasione (in ordine sparso) abbia dimostrato le proprie qualità. Oggi però è arrivata la consacrazione: questo ragazzo è giovane, quindi non bisogna caricarlo di troppe pressioni ed aspettative, ma sicuramente il dato rilevante che va messo in evidenza è la capacità di questo portiere di giocare in Serie D con la personalità di un calciatore esperto; chiaramente non possono essere sette partite e mezza a definirne il futuro, ma Alessio Salvato può davvero soltanto crescere e diventare un vero e proprio campione. In campo però si vede già come dia sicurezza alla propria retroguardia, un aspetto che solo i grandi estremi difensori sviluppano solitamente. Ripetiamo, non è (non può essere altrimenti) ancora smaliziato come un collega di 30 anni o più, che magari ha giocato anche ad alti livelli e scende in Interregionale per chiudere la propria carriera, ma può realmente acquisire fiducia e consapevolezza dei propri mezzi a disposizione (che sono notevoli) e anche magari sperare in un approdo in qualche società di Serie C. Starà poi al Ladispoli decidere cosa fare: se accettare le eventuali lusinghe professionistiche o se tenerlo ancora “in casa” e farlo crescere al meglio. La palma di  “migliore in campo” ad Aprilia è sicuramente sua, perché nel primo tempo ha sventato almeno 3/4 palle goal create dalle rondinelle, che avrebbero certamente meritato miglior fortuna; ha parato un altro rigore dopo quello di qualche gara fa e ha tenuto assolutamente “a galla” i suoi; nelle prossime gare avrà il non facile compito di confermare quanto di buono fatto intravedere finora, ma obiettivamente non gli si può chiedere sempre di essere il migliore. Può capitare la giornata “no” e i tifosi dovranno essere bravi ed onesti nel non scagliarsi contro un giovane come tanti, che sta coltivando nel proprio cuore il sogno di tanti ragazzi come lui: quello di diventare un vero e proprio calciatore a tutti gli effetti!

Complimenti Alessio…Continua così piccolo grande campione! Il futuro è tuo!



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