Al via il festival dello Sport a Trento «È ora di rilanciare i movimento»


Un festival, ma soprattutto una festa. Lunga quattro giorni, densissimi, durante i quali Trento sarà la vera capitale dello sport. Da Pep Guardiola a Federica Pellegrini, da Carlo Ancelotti ad Alberto Contador, da Sofia Goggia a Jean Alesi, dal ciclismo al calcio, dallo sci all’atletica, dalla vela all’alpinismo: campioni e protagonisti di oggi e di ieri.

Oltre cento appuntamenti, tutti gratuiti fino a esaurimento posti. Tema di questa prima edizione è il record: come nasce, come si difende, come evolve. Ma questo Festival ha in realtà un obiettivo ancora più profondo, più complesso e anche per questo più avvincente. «L’obiettivo è migliorare lo sport, perché sognare si può»: è esattamente con queste parole che Urbano Cairo, presidente di Rcs e del Torino, ha aperto ieri la kermesse. «Lo sport italiano ha avuto grandi successi in passato ma oggi vive un momento delicato, lo stesso vale per il calcio che è in una fase di ripensamento e rilancio — ha detto il patron granata —. Viviamo ancora un momento non facilissimo, lo vediamo con la Nazionale che non riesce a vincere, ma abbiamo un movimento di grande dimensione e noi vogliamo fare qualcosa di importante. Adesso eleggeremo il presidente federale e speriamo faccia presto le riforme». Alla vernice, andata in scena al Teatro sociale, erano presenti Andrea Monti, direttore della Gazzetta dello Sport organizzatrice dell’evento insieme al Trentino, il presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi, e il sindaco Alessandro Andreatta. Gianni Valenti, vicedirettore vicario della rosea e direttore artistico del Festival: «Lavoreremo perché diventino gli Stati Generali dello sport». Assente per impegni parlamentari il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, che sarà però presente oggi in una giornata ricchissima di appuntamenti.

Fra questi spicca senz’altro il faccia a faccia tra il presidente Uefa, Aleksander Ceferin, il numero 1 dell’Eca e della Juventus, Andrea Agnelli, e Urbano Cairo. Tema dell’incontro il futuro del calcio e le grandi sfide che lo attendono, dal Mondiale a 48 alla Champions sempre più ricca e spettacolare, dalle minacce di Superlega agli equilibri della politica, dal ruolo dei grandi club ai trasferimenti galattici come quello di Ronaldo, dal Mondiale per club alla nuova Nations League, passando per la grande rivoluzione tecnologica della Var. L’appuntamento è per le 14.30 al teatro Sociale. Ma si comincia ben prima, già al mattino. Alle 11 per gli appassionati di alpinismo e sport estremi è imperdibile l’incontro con Hervé Barmasse. Mezz’ora più tardi Luca Gelmini, responsabile di Corriere.it, parlerà di «giornalismo sportivo digitale al tempo dei social network».

Alle 10 però romberanno i motori: il mitico Giacomo Agostini, 76 anni, ripercorrerà in sella ad una vecchia Moto Morini la Trento-Bondone che nel lontanissimo 1961 diede il via alla sua strabiliante carriera. «Tutti ancora oggi mi chiedono se sono geloso di quel record, se temo che qualcuno, Valentino o qualcun altro, possa portarmelo via e io rispondo candidamente di sì: perché è vero che i record sono fatti per essere battuti ma sono anche fatti per essere difesi e io non voglio mollarli a nessuno», ha chiuso Ago con una battuta applauditissima ieri durante la presentazione al Teatro Sociale. Accanto a lui Elisa Di Francisca e Franco Nones. I primi campioni di una grande festa nella quale lo sport verrà anche praticato: previsti camp di basket, volley, arrampicata, scherma, running e ciclismo. Eccolo, il Festival.



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